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RESOCONTO INCONTRO IN FORMA DI APPUNTI
l25 e 26 maggio 2013, ex macello di Cesena

F.a.c.k. incontra i teatri e gli spazi occupati Angelo Mai Occupato, Teatro Valle, Macao, s.a.L.E. docks.
Estratto in forma di appunti. Prima parte.

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Angelo Mai / spettacolarizzazione della cultura con grandi eventi; dismissione della cultura e privatizzazione a Roma di molti teatri.
La nuova sede è stata risistemata attraverso l’autorganizzazione e l’autofinanziamento come scelta obbligata.
Problematica dei bandi, accessibili quasi esclusivamente a privati a chi ha già fondi economici.
Ricerca di un sistema di relazioni e scambi con realtà affini.
Angelo mai produce spettacoli, fa residenze, paga le compagnie – percorsi laboratoriali e di incontro attorno agli spettacoli. Non rimane ancorato a modelli resistenziali che abbisognano di sostegno. Ricerca di un riconoscimento di lavoro retribuito nello spettacolo, non come hobby nel tempo libero. Fanno autoformazione, ad esempio di tecnica e fonica. Si finanzia con il bar, anche se hanno ricevuto una multa per questa attività. A Roma c’è un fermento di autoproduzione e auto organizzazione, alcuni esempi sono il Teatro Valle e il Cinema Palazzo.
Legittimità versus legalità.
La prospettiva del conflitto è a breve termine. Molte realtà fanno quello che dovrebbero fare le istituzioni. Le istituzioni dovrebbero prendere atto del ruolo delle realtà indipendenti e del loro modello che funziona a dispetto della crisi.
Macao / diventa pubblico il 5 maggio 2012 attraverso ,’azione dei lavoratori dell’arte, una realtà nazionale. Occupazione di un grattacielo di proprietà di Ligresti, anche come denuncia delle situazioni speculative e riflessione sui beni comuni. Migliaia di persone si riversano nella Torre Galfa; in 10 giorni sono stati cacciati. La 2° occupazione è quella di un palazzo storico “Citterio” in zona Brera. L’attuale sede è l’ex Borsa del Macello, un palazzo liberty abbandonato da circa vent’anni.
Macao nasce come realtà plurale, non siamo un cinema, non siamo un teatro, non siamo uno spaccio d’arte contemporanea, siamo un luogo dove ci siamo messi in discussione con progetti di tanti tipi.
Questioni aperte: reddito, fare circuito – seminario sui sistemi di cattura.
Sul pagamento degli artisti e le forme di selezione non c’è una linea precisa e univoca.
s.a.L.E. Docks / nasce nel 2007 con occupazione da parte di studenti, artisti e persone di centri sociali. Riflessione su Venezia come città vetrina. Il s.a.L.E. è a fianco della Fondazione Vedova, è vicino a Punta della Dogana ristrutturato da Pinault, è nel chilometro dell’arte. Esso vuol essere un luogo di produzione fatto per gli studenti, dal basso. E’ nella rete dei teatri occupati e dei centri sociali. Partecipa alle lotte cittadine, come quella contro le navi da crociera dentro Venezia e le lotte dei precari della cultura. Durante la Biennale Venezia è piena di eventi, dove ci lavorano molti studenti pagati 5 euro all’ora. Il s.a.L.E. cerca di capire cosa può fare un’istituzione artistica; realizza workshop, attività teatrali, ha fatto una mostra collettiva con bando aperto alla città anche nella costruzione della mostra, non è solo presentazione di opere.
Necessità di condividere le esperienze e di autoformarsi, di un luogo dove produrre e vivere quotidianamente.
Teatro Valle / L’occupazione è iniziata il 14 giugno 2011, il giorno dopo il referendum dove l’acqua veniva riconosciuta come bene comune; coincidenze che portano il ragionamento verso il teatro come bene comune.
La risposta dell’occupazione è state enorme. Il Valle occupava un vuoto e dava vita a un desiderio.
Rendere possibile l’impossibile.
Ennesimo luogo del patrimonio nazionale che invece di essere tutelato rischia di essere snaturato.
La privatizzazione e le logiche di mercato quando si parla di cultura sono fallimentari.
Da azione di protesta a ricerca di altre pratiche. Incontro con ugo Mattei. Un bene comune esiste quando c’è una comunità che difende un luogo e un bene che gli è stato sottratto.
I beni comuni possono essere di primo livello, come l’acqua, e di secondo livello: ci sono luoghi che permettono l’accesso a diritti fondamentali come la cultura, l’istruzione, la salute.
Ragionamento su come trasformare un’esperienza di protesta, lotta e occupazione, cioè di illegalità, in un’istituzione.
Dibattito sulla creazione di una Fondazione.
Nel Valle ci sono due anime. Chi ha dato vita all’occupazione era un gruppo di lavoratori dello spettacolo, con una visione critica legata al settore e denuncia dell’intermittenza lavorativa , con persone al suo interno di vario tipo, da tecnici ad attori, a chi veniva da centri sociali.
E’ stata l’azione di occupazione a dar vita al gruppo che poi ha operato, non il contrario.
Il fare insieme ci ha fatti incontrare.
La scelta della Fondazione: è la forma con cui le istituzioni normalmente mettono a gestione i luoghi come i teatri. Con una Fondazione puoi richiedere finanziamenti, accedere a bandi. Si è scelto l’emblema di quello che è utilizzato a livello privatistico.
Si prova a riportare il teatro ad essere agorà, un luogo di incontro, di formazione, di condivisione dei saperi, un luogo cioè sia artistico che politico.
La Fondazione serve a contrastare meccanismi che non ci piacevano: l’ingerenza politica, la scelta dei Direttori Artistici per i contatti politici e non per le proposte, nel consiglio di amministrazione conta di più chi ha i soldi rispetto a chi ha competenza e cura del teatro.
Quando si parla di Beni Comuni sono importanti anche le forme differentiu nelle relazioni e nello scambio dei saperi.
Il capitale sociale è stato raggiunto con la quota dei cittadini, da 10 euro in su.
Grande attenzione al Valle l’hanno data i giuristi. Collaborazioni con Ugo Mattei, poi con Stefano Rodotà. Proposta di Rodotà di riaprire i lavori sui Beni Comuni e sulla proprietà privata di una Commissione parlamentare al teatro Valle.
La politica utilizza la cultura come accessorio; quando si tratta di fare delle speculazioni edilizie si usa lo specchietto delle allodole della cultura per la ricostruzione.
A macao, ad esempio, la torre di Ligresti doveva restare vuota come torre di garanzia per fare costruzioni e speculazioni nell’area circostante.
E’ un momento storico in cui noi cittadini dobbiamo smettere di delegare. L politiche in nome della crisi svendono il patrimonio pubblico, artistico e territoriale. La volontà della Costituente è mettere insieme più possibili pezzi di cittadinanza e renderla attiva.
Ragionamento sulla proprietà privata e l’occupazione. Proposta della Lega di una legge dove vengano inasprite le punizioni per chi occupa spazi e case.
C’è una rottura fra i palazzi arroccati autistici e la cittadinanza che sta prendendo coscienza.
La questione urgente non è solo quella culturale e artistica, è come si fa in questo momento storico ad essere cittadini veri?



Incontro con spazi e teatri occupati(Angelo Mai, Teatro Valle, Macao, s.a.L.E. docks)
parte seconda

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